Il nuraghe La Prisgiona ad Arzachena, torre in blocchi di granito circondata da muri e resti del villaggio
Nuraghe La Prisgiona, Arzachena — foto: Mboesch · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

La Tomba dei Giganti di Coddu Vecchiu è spesso la prima tappa di chi scopre l'archeologia di Arzachena, e a ragione. Ma le campagne del comune custodiscono molto di più: una necropoli tra le più antiche della Sardegna, un'altra tomba dei giganti con una stele monumentale, nuraghi con i loro villaggi e un piccolo tempio arroccato tra i graniti. Visitarli significa attraversare quasi tremila anni di storia in pochi chilometri, tra sughere, olivastri e rocce modellate dal vento. Ecco le cinque tappe da non perdere.

La necropoli di Li Muri: il Neolitico gallurese

È il sito più antico del percorso. La necropoli di Li Muri risale al Neolitico ed è così rappresentativa da aver dato il nome a una cultura preistorica, detta appunto cultura di Arzachena. Si compone di cinque piccole camere funerarie in lastre di pietra, le ciste litiche, quattro delle quali circondate da cerchi concentrici di pietre che in origine delimitavano dei tumuli. A differenza di quanto accade in molti altri siti sardi, qui i defunti venivano probabilmente sepolti singolarmente, accompagnati da ceramiche, vasi in pietra, asce e vaghi di collana. Le somiglianze con siti della Corsica e della Francia meridionale raccontano un Mediterraneo già fitto di contatti.

Li Lolghi: la stele dei giganti

La tomba dei giganti di Li Lolghi sorge su una piccola altura ed è famosa per la sua stele centrale alta circa quattro metri, con il portello d'ingresso alla base. Il monumento è nato in più fasi: una prima tomba risale all'età del Bronzo antico, intorno al 1800 a.C., quando in Sardegna era diffusa la cultura di Bonnanaro; in età nuragica fu ampliata la camera funeraria e realizzata l'esedra, lo spazio semicircolare per i riti, composta da lastre infisse verticalmente nel terreno. Gli scavi degli anni Sessanta hanno restituito materiali di entrambe le epoche. Se avete già visto Coddu Vecchiu, il confronto tra le due tombe è affascinante.

Il nuraghe La Prisgiona e il suo villaggio

Poco distante da Coddu Vecchiu si trova il complesso di La Prisgiona, uno dei più estesi della Gallura: un nuraghe con una torre centrale e due torri laterali unite da un bastione, e intorno un villaggio di circa novanta-cento capanne distribuite su cinque ettari. L'area fu abitata all'incirca tra il XIV e il IX secolo a.C. La torre principale conserva una copertura a falsa cupola alta oltre otto metri. Tra i ritrovamenti più interessanti ci sono un pozzo profondo più di sette metri e una grande capanna circolare con un sedile lungo la parete, interpretata come luogo di riunione della comunità. Le stradine lastricate tra i gruppi di capanne lasciano immaginare un villaggio organizzato e operoso.

Albucciu e il tempietto di Malchittu

Alle porte del paese, lungo la strada, si incontra il nuraghe Albucciu, un esempio di nuraghe di tipo misto, con caratteristiche intermedie tra i nuraghi a corridoio, più arcaici, e quelli a tholos. Colpisce per come la costruzione si appoggia e si incastra nei massi di granito naturali. Nei dintorni si trovano resti di capanne e di un'altra tomba dei giganti.

Dall'area di Albucciu parte un sentiero di circa un chilometro e mezzo, in salita tra i graniti, che conduce al tempietto di Malchittu. È un edificio a pianta allungata con estremità arrotondata, lungo circa quattordici metri e diviso in un atrio e in una sala più grande, dove si trovavano un focolare e un bancone. Risale all'età del Bronzo medio ed è uno degli edifici di culto più particolari della Sardegna nuragica. La camminata vale già da sola la visita: dall'alto il panorama si apre sulle colline e verso il mare.

Da sapere: i siti sono gestiti con visite a pagamento e orari che variano con le stagioni. Prima di partire consultate i canali ufficiali del Comune di Arzachena e dell'ente di gestione per biglietti, orari e visite guidate.

Consigli per organizzare la giornata

Le distanze tra un sito e l'altro sono brevi, ma conviene muoversi in auto e dividere le visite in due mattine: una dedicata a Coddu Vecchiu, La Prisgiona e Li Lolghi, l'altra ad Albucciu, Malchittu e Li Muri. D'estate andate presto, perché nelle aree archeologiche l'ombra è poca e il sole del pomeriggio è forte. Scarpe chiuse, cappello e acqua sono indispensabili, soprattutto per il sentiero di Malchittu. Con i bambini, trasformate la visita in una caccia ai dettagli: la stele, il pozzo, il focolare del tempio.

Lo Stazzo Eleandro, nella campagna di Arzachena, si trova a circa 5 km dalla Tomba dei Giganti di Coddu Vecchiu: una base comoda per rientrare a fine mattinata, rinfrescarsi in piscina e riservare il pomeriggio al mare.

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